DENTRO LA CULTURA CONTEMPORANEA

Per educare è indispensabile interagire con la cultura contemporanea per cui diventa necessario attrezzarsi per conoscerla, comprenderla e interpretarla per un’efficace mediazione educativa in fedeltà al carisma. Interagire con la cultura contemporanea richiede:
• Conoscere, studiare e approfondire la cultura contemporanea
• Acquisire una nuova mentalità e ripensarsi in modo nuovo rispetto ad essa
• Abitare i nuovi linguaggi

Viene richiesta una conversione pastorale che include ed esige una conversione culturale (Direttorio. 51)
Una comunità che intende “essere oggi con i giovani casa che evangelizza” è chiamata a superare la dimensione tradizionale della comunicazione diretta e circoscritta per d ivienire guida nel costruire una visione di mondo differente da quello attuale pieno di divisioni… (Atti CGXIII, 15)
La sfida antropologica
La mutazione non è solo tecnologica, culturale, sociale, economica. È soprattutto antropologica e chiama in causa le dimensioni della persona: l’identità, la relazione, l’espressione. Mark Prensky ha definito i giovani nati tra gli anni novanta e il duemila “nativi digitali” (digital natives): esposti fin dalla nascita ad una cultura visiva e dell’immagine, hanno imparato a convivere con molteplici schermi (televisione, computer, play station, cellulare…). Eegli scrive: «oggi i nostri studenti non sono soltanto cambiati radicalmente da quelli del passato, né hanno semplicemente cambiato il loro gergo, i vestiti, gli ornamenti del corpo o gli stili di vita, come è accaduto in precedenza tra le generazioni. un grande processo di discontinuità ha avuto luogo. un processo che potremmo definire “singolarità” che trasforma radicalmente le cose in modo tale che diventa impossibile guardare al passato. Questa cosiddetta “singolarità” è l’arrivo e la rapida diffusione della tecnologia digitale nel corso degli ultimi decenni del ventesimo secolo»… I giovani passano da un pensiero logico-razionale a un pensiero intuitivo: apprendere per loro non significa semplicemente ricevere informazioni, ma piuttosto sperimentare, provare, trasformare, riconfigurare, giudicare, inter scambiare; acutizzano la sensibilità e i processi cognitivi, partono dall’immagine; sono abituati a mettere in comune le esperienze, a confrontarsi in modo diretto, a darsi consigli e a dialogare simultaneamente. la loro giornata scorre tra una tastiera e l’altra, impegnati in una attività detta multitasking, la capacità cioè di gestire e portare avanti molte attività nel medesimo tempo, utilizzando più canali di comunicazione: contemporaneamente si studia, si chatta, si ascolta la radio e si scarica musica, si aggiornano i profili su Facebook e Twitter, si vede televisione online, si gestiscono sms e squilli al cellulare. Il cambio antropologico investe anche il bisogno di relazione, perché la persona è e rimane una creatura della comunicazione e dello scambio: le amicizie online si moltiplicano e i legami in Rete creano ambienti in cui si “sta insieme”, ma nello stesso tempo le relazioni sembrano indebolirsi, farsi sempre più distanti dalle tradizioni dei rapporti forti di un tempo, come quelli familiari. Con una immagine potremmo dire che ci si lateralizza sempre più, ampliandosi a livello orizzontale, ma a scapito della profondità e dell’intensità delle relazioni e della qualità della comunicazione Gong 5)

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